Chi è Luca Casarini, l'ex attivista no-global che ora salva i migranti

Chi è Luca Casarini, l'ex attivista no-global che ora salva i migranti

Alle 7 di mattina di martedì 19 marzo è arrivata in acque italiane un’altra nave con a bordo 49 migranti. Si tratta di Mare Jonio, un ex rimorchiatore battente bandiera italiana rimesso a nuovo nel 2018 grazie ai finanziamenti raccolti dalla Ong Mediterranea Saving Humans e da Luca Casarini, oggi capomissione. A proposito di quest’ultimo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto in un’intervista a Sky Tg24: “Vi invito a cercare chi é Luca Casarini il leader dei centri sociali del nordest con precedenti penali”Cerchiamo anche noi.

La lotta no global
Classe 1967, veneziano, Casarini è stato uno dei più importanti attivisti no-global in Italia. Ha cominciato a frequentare i centri sociali negli anni Ottanta – molti ancora lo ricordano al Pedro di Padova e al Rivolta di Porto Margherita – e nello stesso decennio è diventato leader delle Tute Bianche, un movimento noto per gli indumenti indossati dai suoi aderenti (tute da decontaminazione) e i frequenti blitz in sedi politico-istituzionali e occasioni pubbliche.

Casarini è rimasto alla guida del gruppo anche quando ha cambiato nome confluendo nei Disobeddienti. Nel corso degli anni Novanta e dei primi del 2000, ha organizzato azioni di protesta contro il progetto di una Costituzione europea, contro la guerra in Afghanistan e in Iraq e contro la costruzione di una nuova base militare Usa a Vicenza. Ma la sua fama è collegata soprattutto ad un evento: il G8 di Genova. In quell’occasione, Casarini, leggendo un documento col megafono, si è rivolto ai leader mondiali che si erano radunati per il summit.

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Nel testo c’era scritto, tra l’altro: “Dalle periferie di questo impero, dai molti mondi che resistono e crescono con il sogno di una esistenza migliore per tutti, oggi, noi, piccoli sudditi ribelli, vi dichiariamo formalmente guerra. È una scelta che voi avete provocato, perché noi preferiamo la pace, è una decisione che per noi significa sfidare la vostra arroganza e la vostra forza, ma siamo obbligati a farlo”.

L’impegno politico
Appassionato di politica, Casarini ha provato a continuare la sua lotta anche nelle sedi istituzionali. Il primo tentativo risale al 1999, anno in cui si è candidato a sindaco di Padova. Allora Casarini ha ottenuto circa l’1,4% di preferenze. Non è andata meglio alle europee del 2014: l’ex attivista no global non è infatti riuscito a farsi eleggere dopo essere finito nella lista L’altra Europa con Tsipras. Nel 2017 è però diventato segretario regionale in Sicilia di Sinistra Ecologia e Libertà.

La nuova vita da partita iva
Casarini non ha mai messo da parte la lotta politica. Negli ultimi anni, però, ha deciso di dedicarsi anche alla famiglia e alla carriera. Si è trasferito a Palermo, città di cui è originaria la moglie, ha fatto due figli e ha aperto uno spazio di coworking. Ha inoltre aperto una partita iva, e nella sua nuova – un tempo impensabile – veste di lavoratore autonomo negli ultimi anni era diventato un difensore dei freelance, tanto da arrivare a diresiamo i nuovi proletari”.

Proprio mentre lavorava a questo progetto, Casarini ha avuto una nuova idea: costruire una nave per salvare i migranti. Detto fatto, Casarini ha raccolto 150mila euro e nel 2018 partito per una nuova avventura. “Non siamo una nuova Ong ma una piattaforma sociale”, ha detto a proposito di Mare Jonio. “Questa nave deve diventare un simbolo. Se l’Italia e l’Europa chiudono i loro porti, chiameremo la popolazione a scendere in strada”.

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