Chi è Rosario Piccirillo, il boss che dettava legge alla Torretta

Chi è Rosario Piccirillo, il boss che dettava legge alla Torretta

“I nostri genitori ci hanno pregiudicato per tutta la vita”. Sono parole forti quelle pronunciate da Antonio Piccirillo, figlio del boss Rosario Piccirillo, che dal corteo anticamorra sceso in piazza a Napoli invita tutti a ribellarsi. Per primi i figli dei camorristi. 

“Voglio infondere un messaggio positivo a tutti noi ‘figli di’, che se non facciamo qualcosa per i nostri genitori loro non faranno nulla per noi. Ci hanno reso la vita difficile, quasi impossibile”, ha detto il ragazzo ai microfoni di Sky tg24. “Dobbiamo essere forti, dobbiamo essere veri e dobbiamo costruire qualcosa per il nostro futuro. Perché i nostri genitori ci hanno solo creato dei disagi esistenziali enormi e i figli dei camorristi non vivono bene”. Antonio ha lanciato il suo messaggio mentre partecipava, con circa 300 persone, alla manifestazione in piazza Nazionale, a Napoli, che si è tenuta nello stesso luogo in cui venerdì scorso c’è stata la sparatoria in cui sono rimasti gravemente feriti un pregiudicato, bersaglio dell’agguato, e una bimba di quattro anni, colpita per errore da un proiettile che le ha trapassato un polmone. La piccola resta in gravi condizioni.

Piccirillo – il cui padre camorrista è ancora detenuto nella casa circondariale di Tolmezzo – ha poi parlato ai tanti presenti in piazza, lanciando un appello proprio ai figli dei camorristi: “Amate sempre i vostri padri, ma dissociatevi dal loro stile di vita, perché sono stili di vita che non pagano, non danno nulla”. “C’è chi pensa che la camorra 50 anni fa era meglio di com’è oggi”, ha aggiunto, “ma ha sempre fatto schifo, è sempre stata ignobile, non ha mai pagato”. Prima di Antonio Piccirillo è intervenuta anche Manuela, figlia di Palma Scamardella, vittima innocente di camorra uccisa nel 1994 a 35 anni davanti alla sua abitazione, nel quartiere Pianura: “Mia madre – ha ricordato Manuela – è stata ammazzata sulle scale della sua casa, perché abitavamo vicino a un affiliato a un clan. Siamo qui perché questa è la nostra Napoli, è questa la Napoli che vogliamo”.

In centinaia hanno deciso di scendere in piazza Nazionale a Napoli per dire no alla camorra e in segno di solidarietà alla piccola di 4 anni che è stata raggiunta al petto da un proiettile mentre passeggiava mano nella mano dalla nonna. “DisarmiAmo Napoli”, è la scritta sullo striscione dell’associazione ‘Un popolo in cammino’, promotrice dell’iniziativa cui hanno aderito Libera e altre sigle. “La camorra non può distruggere le nostre vite e quelle dei nostri figli”, hanno ripetuto in coro i partecipanti al corteo. Intanto, proseguono senza sosta le indagini della squadra mobile di Napoli sull’agguato: il bersaglio era il pregiudicato Salvatore Nurcaro, 32 anni, considerato vicino ai clan del quartiere San Giovanni a Teduccio, periferia orientale di Napoli, raggiunto da sei proiettili e ricoverato in condizioni gravissime. 

E anche i tifosi allo stadio San Paolo, dove si è giocata Napoli-Cagliari, hanno deciso di omaggiare la piccola di 4 anni ricoverata in condizioni critiche: “Noemi non mollare”, questo lo striscione esposto in curva B.

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Źródło: Corriere della Sera

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Źródło: La Repubblica

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