Verrà presentato martedì 2 aprile, nella chiesa di San Francesco da Paola, ad Altamura, il restauro del crocifisso ligneo finora attribuito agli Altieri e datato XVII secolo e che, invece, risulta essere del XV secolo ed attribuito a Paolo Alemanno.
Dopo circa tre anni di restauro, grazie alla ripulitura del manufatto e alla bravura dei restauratori Annibale Dambrosio e Francesco Lunare coordinati da Antonella Simonetti della Soprintendenza di Bari, si è riusciti a riportare il crocifisso, proveniente dalla chiesa di San Francesco da Paola, alla sua originale colorazione e bellezza. “Un Cristo che parla – spiega una nota – grazie ad un meccanismo per il movimento della lingua collocato nel capo. Un’opera caratterizzata da uno stile drammatico e al tempo stesso da un forte realismo rappresentativo: il corpo morente di Cristo intagliato con grande accuratezza anche nelle zone non visibili”. “L’anatomia del corpo scolpito – prosegue la nota – sembra suggerire che l’artista possa essersi servito di un modello in carne ed ossa. Un Cristo morente, agonizzante da collegare ai frati minori conventuali. Utilizzati in particolare per la drammatizzazione dei momenti di agonia di Gesù sul Golgota: una statua animata”. Opere dello stesso genere se ne trovano in Friuli, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Marche. Ad oggi sembra essere unico nel sud Italia.
Alla presentazione del restauro, con inizio alle 20, moderati da don Nunzio Falcicchio, interverranno il vescovo Giovanni Ricchiuti, Francesco Barloco, Francesco Giaconella e i restauratori Dambrosio e Lunare.
Il crocefisso ligneo verrà esposto nel Museo diocesano Matronei di Altamura fino al 5 maggio e per poi far ritorno nella chiesa di San Francesco da Paola.