Europei, il ct del Liechtenstein: "Con l'Italia difenderemo in 10"

Europei, il ct del Liechtenstein: "Con l'Italia difenderemo in 10"

PARMA – Ultimo nel suo girone della serie D della Nations League, perfino dietro Gibilterra, il Liechtenstein non sfugge alla vecchia nomea. Sfoggia parecchi semidilettanti, un neo ct che si dichiara emozionato in quanto tifoso del Parma e un capitano figlio di genitori del Sud immigrati. Per i luoghi comuni c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Poi parla il centrocampista Michele Polverino, 35 anni, nato in Svizzera da mamma Liliana di Potenza e papà Donato di Saviano in provincia di Napoli, e dice una cosa molto normale, ma certo non banale. Perché, nel Paese dei suoi genitori, ci si stupisce ancora nel 2019 che sia cittadino italiano il nuovo eroe azzurro Kean, figlio di ivoriani in Italia da più di 30 anni e nato cittadino italiano? E perché Balotelli, figlio di ghanesi senza la stessa trafila, è stato costretto a restare fino a 18 anni senza la cittadinanza che voleva? Polverino aggiunge al dibattito sullo ius soli un concetto in più: quello dell'autodeterminazione. Lui era cittadino italiano, ha scelto il Liechtenstein: "Uno sa che cosa sente dentro. Ero orgoglioso della mia italianità. Poi, a un certo punto, ho cominciato a sentirmi straniero in Italia. E ho capito che ero diventato del Liechtenstein".

 Oggi in tribuna ci saranno i suoi parenti, partiti da Napoli e da Milano per venirlo a vedere, come fece per due volte, prima di morire, papà Donato. Era la famigerata qualificazione al Mondiale russo, ottobre 2016 e 2017, con la squadra di Ventura alle prese col pallottoliere. Poco è cambiato e il quarantasettenne ct, l'islandese Helgi Kolvidsson, spiega che è tutta questione di classifica: "Il ranking Fifa: l'Italia vuole tornare tra le prime 10, noi vogliamo entrare tra le prime 100". Come dire che non c'è nulla di strano in quel 184° posto incastrato tra Saint Vincent e Malta, Caraibi e Mediterraneo: si può essere un'isola anche in mezzo alle Alpi, con 37 mila abitanti, un reddito pro capite annuo di 102 mila euro e 2 mila tesserati che, ricorda Polverino, non smaniano per diventare calciatori professionisti: "Tanto, se non ci riescono, come minimo lavorano in banca".

In fondo, disse Martin Büchel centrocampista dell'Empoli qui assente per infortunio, al principe Giovanni Adamo II "del calcio non gliene importa nulla". Però importa alla Federazione: un nuovo centro sportivo, fuori il ct Pauritsch e dentro il vice ct della prodigiosa Islanda a Euro 2016 e al Mondiale. Kolvidsson non ha seguito in Qatar il demiurgo del calcio islandese Hallgrimsson, però mette le mani avanti: "Difesa a 4 o a 5? A 10, contro l'Italia. Per risalire, servono infrastrutture e una decina d'anni". E qualche talento. Mario Frick, massima gloria, 20 gol in A tra Verona e Siena, allena il Vaduz e ha dato alla patria i figli Yannick e Noah: il secondo, diciassettenne, stasera sarà in panchina. Ma dopo il faticoso 2-0 della Grecia a Vaduz sabato scorso, le ironie sul punteggio tennistico non sono gradite.

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Źródło: La Repubblica

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