Giornate FAI di Primavera 2019: ecco i luoghi aperti a Roma, Milano …

Giornate FAI di Primavera 2019: ecco i luoghi aperti a Roma, Milano ...

Roma – Il paradosso della bellezza italiana è dato dal suo essere al tempo stesso quotidiana e straordinaria, talvolta sontuosa ed esplicita, altre nascosta e ferita, ma sempre così profondamente nostra da definire chi siamo e ricordarci gli innumerevoli intrecci che hanno intessuto le nostre origini, disseminando impronte nel nostro patrimonio culturale quasi fossero indizi. Anche a Roma e nel Lazio, sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 il Fai – Fondo Ambiente Italiano invita tutti a partecipare alle Giornate Fai di Primavera 2019, per guardare l’Italia come mai prima e costruire un ideale ponte tra culture che consentirà di viaggiare in tutto il mondo.

Giunta alla 27ª edizione, la manifestazione delle Giornate Fai di primavera si è trasformata in una grandiosa festa mobile per un pubblico vastissimo, che attende ogni anno di partecipare a questa straordinaria cerimonia collettiva, appuntamento irripetibile del panorama culturale italiano, che dal 1992 ha appassionato quasi 11 milioni di visitatori. Anno dopo anno, le Giornate Fai di Primavera superano sé stesse: quest’edizione vedrà protagonisti 1.100 luoghi aperti in 430 località in tutte le regioni, grazie alla spinta organizzativa dei 325 gruppi di delegati sparsi in tutte le regioni e grazie ai 40.000 apprendisti ciceroni. Centinaia di siti e migliaia di persone che l’anima del Fai accende, prendendo per mano tutti e accompagnando gli italiani a specchiarsi nella stupefacente varietà italiana, aprendo luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili nel corso del weekend del 23 e del 24 marzo, durante il quale è possibile sostenere la Fondazione con un contributo facoltativo o l’iscrizione.

Per il 2019, la novità della più grande festa di piazza dedicata ai beni culturali dell’Italia sarà Fai ponte tra culture, il progetto del Fai che si propone di raccontare le diverse influenze culturali straniere disseminate nei beni aperti in tutta Italia. Molti di questi luoghi testimoniano la ricchezza derivata dall’incontro e la fusione fra la nostra tradizione e quella dei paesi europei, asiatici, americani e africani. Ecco perché in alcuni di questi siti le visite saranno curate da oltre un centinaio di volontari di origine straniera, che racconteranno gli aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza che, a contatto con la nostra, ha contribuito a dar vita al nostro patrimonio. Gli iscritti alla Fondazione, e chi si iscriverà al Fai in occasione della manifestazione, potranno godere di ingressi dedicati e accessi prioritari

Di seguito vi elenchiamo alcune delle aperture più interessanti a Roma e nel Lazio.

Nel cuore di Campo Marzio si trova Palazzo Firenze, testimonianza delle trasformazioni rinascimentali della città grazie all’intervento di Bartolomeo Ammannati, che rese il palazzo tanto moderno e sontuoso da diventare la residenza dei Del Monte, del cardinale e poi granduca Ferdinando de’ Medici; successivamente proprietà dei Lorena e infine dello Stato italiano. Un delizioso giardino all’italiana punteggiato da reperti archeologici ne impreziosisce la parte più antica. Particolarmente ricca è la sala nota come Loggia del Primaticcio, affrescata da Prospero Fontana, mentre fanno da cornice il Camerino dei Continenti, aperto per l’occasione, e gli studioli affrescati da Jacopo Zucchi, al secondo piano, scrigni di tesori tra scienza e alchimia. Oggi il palazzo è sede della prestigiosa società Dante Alighieri, faro culturale della lingua italiana in tutto il mondo, che diffonde fuori dall’Italia la conoscenza e l’amore per la lingua e la cultura dell’Italia.

Apertura: sabato 23 e domenica 24 marzo, ore 10-18. L’apertura di sabato è riservata agli iscritti Fai, mentre domenica il sito è aperto a tutti con accesso prioritario per iscritti Fai.

Affacciato un tempo su piazza Scossacavalli e oggi situato lungo via della Conciliazione, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro nel cuore dell’antico Rione Borgo, sorge Palazzo della Rovere. Costruito per volere del Cardinale Domenico della Rovere alla fine del ‘400, la sua facciata esterna è imponente, austera ed elegante e – almeno per il grande pubblico – può richiamare quella del più noto Palazzo Venezia. Internamente, un ampio cortile centrale disposto su due livelli consente l’accesso a cinque saloni disposti a ferro di cavallo che custodiscono un sorprendente ciclo pittorico del Pinturicchio. Capolavoro dell’arte rinascimentale italiana, il ciclo comprende la Sala del Gran Maestro, la Sala dei Mesi – che conserva frammenti di una rarissima rappresentazione dei mesi collegati con i miti dai quali hanno avuto origine i segni zodiacali – e lo splendido Soffitto dei Semidei, decorato da 63 formelle dipinte e dorate su pergamena e applicate in cassettoni lignei. Il soffitto restituisce un insieme fiabesco di creature mitologiche e fantastiche tratte dai bestiari e dai libri monstruorum medievali come sfingi, tritoni, satiri, sirene, centauri, rappresentazioni squisitamente profane che richiamano vari significati filosofici e morali, quasi certamente dettati dagli ambienti umanistici vicini al Cardinale. Divenuto sotto Alessandro VII Chigi residenza dei padri Gesuiti Penitenzieri, per delegazione del Vaticano il Palazzo, è oggi sede dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Apertura: sabato 23 e domenica 24 marzo, ore 10-18. L’apertura di sabato è riservata agli iscritti Fai, mentre domenica il sito è aperto a tutti con accesso prioritario per iscritti Fai.

La visita al complesso dell’ex Convento dei Santi Bonifacio e Alessio costituisce un’occasione speciale per ripercorrere la storia di uno dei luoghi più rappresentativi del Colle Aventino. Durante le Giornate Fai, sarà possibile ripercorrere le vicende che hanno interessato questo luogo dalle prime forme architettoniche, attraverso le diverse destinazioni d’uso, fino all’inizio dell’Ottocento, quando Carlo IV re di Spagna acquistò il convento per farne la sua residenza estiva. Nel 1925 vi venne fondato l’Istituto Nazionale di Studi Romani, sorto con l’obiettivo di studiare e diffondere la storia della romanità, dalla letteratura all’archeologia, dalla storia al teatro, dall’arte alla musica. La visita consentirà di esplorare questo luogo, dal chiostro al giardino pensile affacciato sul Tevere, dalle testimonianze settecentesche fino all’appartamento regale di Carlo IV di Borbone.

Apertura: sabato 23 e domenica 24 marzo, ore 10-18. L’apertura di sabato è riservata agli iscritti Fai, mentre domenica il sito è aperto a tutti con accesso prioritario per iscritti Fai.

Infine, vi segnaliamo i luoghi visitabili soltanto nella giornata di domenica 24 marzo:

  • Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale
  • Chiesa di San Silvestro al Quirinale
  • Parco dei 5 continenti a Pontinia (Latina)
  • Area archeologica di Privernum a Priverno (Latina)
  • Chiesa di Santo Stefano e Chiostro del Monastero dell’Annunciata ad Alatri (Frosinone)
  • Pala e Cripta del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Magliano Sabina (Rieti)
  • Mostra Artes Mechanicae nella Chiesa di San Michele a Magliano Sabina (Rieti)
  • Chiesa romanica di San Pietro a Magliano Sabina (Rieti)
  • Palazzo Gallo a Viterbo
  • Palazzo dei Priori a Viterbo
  • Palazzo di Vico a Viterbo

Il 50% circa dei beni aperti durante le Giornate Fai di Primavera 2019 saranno fruibili anche da persone con disabilità fisica.Per l’elenco completo delle aperture a Roma, nel Lazio e in tutta Italia è possibile consultare il sito ufficiale delle Giornate Fai di Primavera o telefonare al numero 02 467615399. 

Approfondisci con: Maggiori informazioni sull’evento e biglietti per Giornate Fai di Primavera 2019 a Roma e nel Lazio

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