Nba, Curry torna, riecco i Warriors. E LeBron strapazza i Kings

Nba, Curry torna, riecco i Warriors. E LeBron strapazza i Kings

Steph Curry e Andre Drummond. Ap

I Warriors voltano pagina dopo e dimenticano la peggior sconfitta nell’era di coach Kerr subita la scorsa notte. I campioni in carica riabbracciano Stephen Curry, che torna dopo un turno di riposo per segnare 26 punti letali ai Pistons e riportare i suoi in vetta alla Western Conference. LeBron James regala una piccola gioia ai suoi Lakers con una tripla doppia da vero Re che lascia al palo i Kings. I Rockets si guadagnano la certezza matematica dei playoff grazie alla vittoria sui Pelicans. Prova di forza dei Pacers, che asfaltano i Nuggets. La magia da metà campo di Jeremy Lamb beffa i Raptors sulla sirena e tiene vive le speranze di post season degli Hornets. Bene i Bucks.

Golden State Warriors-Detroit Pistons 121-114

La peggior sconfitta subita nell’era coach Kerr, arrivata solo 24 ore prima contro Dallas, non ha lasciato segni nell’animo dei Warriors (50-23). La reazione è arrivata, senza farsi attendere troppo. I campioni in carica, privi di DeMarcus Cousins e Andre Iguodala (entrambi a riposo), piegano i Pistons (37-38) alla Oracle Arena grazie ai 26 punti di Stephen Curry e ai 24 dello “splash brother” Klay Thompson e tornano in vetta alla Western Conference. Detroit ha provato a vendere cara la pelle, ma è costretta a subire la voglia di vendetta dei padroni di casa. La squadra di coach Casey, infatti, rimane in gara solo per i primi 12’, aggrappata a un ottimo Blake Griffin (24) e ai canestri di Langston Galloway (12). Nella seconda frazione, però, i Warriors cambiano marcia: le triple di Thompson e i lampi (pur isolati) di Kevin Durant (14) propiziano il break di 14-4 che vale il 63-49 al riposo lungo. Nella ripresa il lavoro continua. A salire in cattedra tocca a Steph: sua la firma sul 79-62 che fa tremare le gambe ai Pistons, prima del colpo di Kevon Looney che inaugura il 4° periodo sul 97-77. L’ultimo sussulto di Detroit arriva negli ultimi 3’, quando i Warriors staccano la spina. Alla tripla di Griffin per il 118-108 a 1’45” dalla sirena, però, basta il floater di Curry a spegnere ogni speranza.

Golden State:

Curry 26 (4/9, 5/10 da 3, 3/3 tl), Thompson 24, Green 14, Durant 14. Rimbalzi: Curry 9. Assist: Durant 11

Detroit:

Griffin 24 (3/7, 3/7 da 3, 9/10 tl), Kennard 20, Smith 14. Rimbalzi: Drummond 11. Assist: Griffin 8

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Los Angeles Lakers-Sacramento Kings 111-106

Poche ore dopo aver promesso ai tifosi dei suoi Lakers (32-41) che la maledizione playoff, che mancano ormai da 6 anni, finirà con questa stagione, LeBron James dà un assaggio di quello che ha in mente per il futuro. Il Re si prende la squadra sulle spalle mettendo a tabellino l’81esima tripla doppia in carriera, con 29 punti, 11 rimbalzi e 11 assist, che non lascia scampo ai Kings (36-37) e regala ai gialloviola il primo successo nelle ultime 6 gare. Accanto a LBJ arrivano a dare manforte gli ottimi Kyle Kuzma (29) e JaVale McGee (17 punti, 14 rimbalzi e 5 stoppate), protagonista con LeBron nel tiratissimo finale, quando i losangelini sfiorano l’ennesimo scivolone della loro stagione. Sacramento, infatti, risorge nell’ultima frazione, mettendo le pezze ai 39 punti subiti nel 3° quarto, quando hanno toccato il massimo -17. I canestri di Marvin Bagley (25) e Bogdan Bogdanovic (17) propiziano il break di 16-4 per il nuovo -2 (98-96) a 6’ dalla sirena. L’equilibrio viene definitivamente spezzato grazie al lay up di Alex Caruso (6) e all’8/8 ai liberi di James per il 110-104 con soli 15” rimasti sull’orologio del match.

L.A. Lakers:

James 29 (6/16, 3/6 da 3, 8/9 tl), Kuzma 29 (5/8, 5/14 da 3, 4/5 tl), McGee 17. Rimbalzi: McGee 14. Assist: James 11

Sacramento:

Bagley 25 (8/16, 2/3 da 3, 3/8 tl), Hield 18, Bogdanovic 17. Rimbalzi: Bagley 11. Assist: Barnes 4, Fox 4, Bogdanovic 4

New Orleans Pelicans-Houston Rockets 90-113

I Rockets (47-27) continuano a fare vittime: seconda vittoria consecutiva, la quinta in 6 gare, addirittura la 14esima nelle ultime 16 uscite. I texani passeggiano sul parquet dei Pelicans (31-44) per cementare il 3° posto a Ovest e prendersi la certezza matematica dei playoff. Il tutto, senza chiedere particolari straordinari a James Harden, che, dopo l’exploit da 61 punti messi a tabellino contro San Antonio, si ferma a “soli” 28, col 10/19 dal campo compreso il 6/12 dall’arco dei 3 punti. Al resto ci hanno pensato Eric Gordon (18) e Chris Paul (10+13 assist), secondi violini d’élite di un’orchestra che suona alla perfezione. Dall’altra parte, New Orleans si ritrova senza le giuste armi per rispondere all’avanzata di Houston. La gara dei padroni di casa, infatti, dura meno di 12 minuti. I 33 punti totali dei Rockets nel 1° quarto valgono il +14, vantaggio che si estende fino al 66-44 alla sirena dell’intervallo. Nella ripresa si aprono le dighe, con Houston in pieno controllo e capace di toccare il massimo +27 nella prima fase dell’ultima frazione. Quando la bandiera bianca dei Pels sventola ormai da tempo.

New Orleans:

Jackson 19 (4/8, 3/8 da 3, 2/3 tl), Randle 19, Johnson 13. Rimbalzi: Davis 10. Assist: Payton 8

Houston:

Harden 28 (4/7, 6/12 da 3, 2/2 tl), Gordon 18, House 14. Rimbalzi: Capela 17. Assist: Paul 13

Toronto Raptors-Charlotte Hornets 114-115

Jeremy Lamb tiene vivo il sogno playoff degli Hornets (34-39) con una magia da metà campo che regala il successo sulla sirena sul parquet dei Raptors (51-23). Charlotte festeggia così la terza vittoria consecutiva, quella che permette di tenere il mirino puntato sull’ottavo posto a Est, lontano ora 2 partite e ancora di proprietà di Miami. Le motivazioni sono il carburante che fa cantare il motore della squadra di coach Borrego, capace di rispondere colpo su colpo all’armata canadese e vanificando i 28 punti di Kawhi Leonard e i 23 di Pascal Siakam. Dopo un 1° tempo equilibrato, i primi a tentare la fuga sono proprio gli Hornets. Il loro 3° quarto è un capolavoro da 37 punti totali, con le triple di Devonte’ Graham e Willy Hernangomez che regalano il 95-83 in apertura dell’ultima frazione, vantaggio che regge fino al 109-96 a 8’ dalla fine. Il momento in cui suona la sveglia di Toronto: i canestri di Siakam e Leonard propiziano il break di 18-3 che ribalta la situazione regala il sorpasso 114-112 con 45” rimasti. Charlotte ha l’ultimo pallone. Siakam sporca la ricezione di Lamb, costretto a tornare nella sua metà campo e far partire una preghiera sulla sirena che bacia il tabellone e la retina, per il decisivo soprasso che lascia di ghiaccio la Scotiabank Arena.

Toronto:

Leonard 28 (8/12, 2/6 da 3, 6/6 tl), Siakam 23, Gasol 17. Rimbalzi: Leonard 9. Assist: Gasol 6, Lowry 6

Charlotte:

Bacon 20 (2/6, 5/8 da 3, 1/2 tl), Bridges 16, Walker 15. Rimbalzi: Hernangomez 10. Assist: Walker 13

Indiana Pacers-Denver Nuggets 124-88

Dopo 4 sconfitte consecutive, i Pacers (45-29) avevano bisogno di lanciare un segnale: la squadra di coach McMillan approfitta dell’arrivo dei Nuggets (49-23) a Indianapolis per mettere in scena tutto il meglio del repertorio, strappando un successo fondamentale per rilanciarsi ai piani alti della Eastern Conference e consolidare il 4° posto in classifica. A salire in cattedra è Bojan Bogdanovic, che termina con 35 punti (26 dei quali nel 1° tempo) e mette la ciliegina sulla torta di un attacco da 56% totale dal campo che lascia al palo gli avversari dopo soli 12 minuti. Denver, infatti, inizia a perdere contatto col match già dalla seconda frazione, quando i canestri di Myles Turner (17+11 rimbalzi) valgono il 62-46 alla sirena dell’intervallo. Nella ripresa, però, Indiana alza il ritmo: il break di 10-0 abbatte il muro del +20 (82-62), nella parte conclusiva del 3° periodo, vantaggio che aumenta fino al 104-74 che fa calare il sipario a 7’ dalla fine. Inutili i 19 punti, 11 rimbalzi e 8 assist di Nikola Jokic, il migliore dei Nuggets, tornati ora alla seconda piazza a Ovest con mezza gara di distanza dalla vetta dei Warriors.

Indiana:

Bogdanovic 35 (8/10, 5/6 da 3, 4/4 tl), Turner 17, Sabonis 15. Rimbalzi: Turner 11. Assist: Young 5, Matthews 5, Holiday 5

Denver:

Jokic 19 (7/13, 1/3 da 3, 2/2 tl), Barton 15, Morris 12. Rimbalzi: Jokic 11. Assist: Jokic 8

Milwaukee Bucks-Cleveland Cavaliers 127-105

Dimenticate le 2 sconfitte in 3 partite che hanno rallentato la loro tabella di marcia al comando della Eastern Conference e gli infortuni di Brogdon, Mirotic e Gasol, i Bucks (55-19) sono tornati a correre. Seconda vittoria di fila, con Giannis Antetokounmpo che sembra aver superato al meglio il problema alla caviglia per tornare in modalità Mvp: i suoi 26 punti, 10 rimbalzi e 7 assist trascinano Milwaukee sul campo dei Cavaliers (19-55). Coach Budenholzer, però, ha diversi motivi per sorridere: 7 giocatori in doppia cifra, il 55.2% dal campo e una superiorità contro cui Cleveland non ha potuto nulla. Gli ospiti sono costretti a inseguire per l’intero match, dopo essere finiti sul -10 a soli 5’ dalla palla a due. Alla sirena dell’intervallo i Bucks conducono 68-55, prima di subire l’unico sussulto dei Cavs, che tornano sull’85-75 nelle ultime battute della terza frazione. A Milwaukee, però, basta sfiorare l’acceleratore per chiudere i conti: i colpi di Eric Bledsoe (12) e Antetokounmpo valgono il 101-84 a 8’ dalla fine. Non bastano i 20 punti e 19 rimbalzi di Kevin Love e i 18 del gioiellino Collin Sexton per Cleveland, al 5° k.o. in 7 uscite.

Milwaukee:

Antetokounmpo 26 (11/13, 0/3 da 3, 4/6 tl), Middleton 17, Hill 17. Rimbalzi: Antetokounmpo 10. Assist: Antetokounmpo 7, Bledsoe 7

Cleveland:

Love 20 (4/10, 4/11 da 3), Clarkson 19, Sexton 18. Rimbalzi: Love 19. Assist: Nance Jr 6


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Nba, Curry torna, riecco i Warriors. E LeBron strapazza i Kings

LeBron James regala una piccola gioia ai suoi Lakers con una tripla doppia da vero Re che lascia al palo i Kings. I Rockets si guadagnano la certezza matematica dei playoff grazie alla vittoria sui Pelicans. Prova di forza dei Pacers, che asfaltano i Nuggets.

Źródło: La Gazzetta dello Sport

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