The OA – stagione 2: recensione della serie Netflix

The OA – stagione 2: recensione della serie Netflix

Il 22 marzo torna su Netflix una delle serie più originali che abbiano fatto la loro comparsa sulla piattaforma di streaming, The Oa. Questa seconda stagione arriva a poco più di due anni di distanza dal debutto dei primi episodi, arrivati nel dicembre 2016. La serie creata da Brit Marling e Zal Batmanglij, che ne sono rispettivamente anche l’interprete principale e il regista, è un esperimento molto affascinante e innovativo di storytelling, fondendo piani temporali, realismo e situazioni immaginifiche e sfidando continuamente l’attenzione e la fiducia dello spettatore.

I nuovi episodi appunto vedono di nuovo al centro la protagonista Prairie Johnson, che si ritrova in una nuova dimensione e al centro di una misteriosa e intricata indagine. Ma come ci è finita lì? E chi è lei veramente? Perché è inseguita da una serie di misterici segnali? A queste e altre domande risponderanno (forse) le nuove storie, nel frattempo meglio prepararsi ripassando con ciò che è successo nella prima stagione.

1. Il ritorno di Prairie

La prima stagione inizia in media res con Prairie che si getta da un ponte. Salvata, la ragazza finisce in ospedale dove si scopre che era scomparsa sette anni prima ma soprattutto che pare aver miracolosamente recuperato la vista. Ora lei si fa chiamare Oa (in italiano Pa) e, nonostante faccia allusione al fatto di essere stata tenuta prigioniera con altre persone, non racconta nulla del proprio passato nemmeno ai genitori Nancy e Abel. Tornata a casa, però, inizia a reclutare alcune persone: promette infatti di salvare il bullo del quartiere Steve dall’essere inviato a un campo di rieducazione se le procurerà a altre quattro persone valide a cui raccontare la propria storia.

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In una casa in costruzione Oa inizia a incontrare Steve e l’eccentrico gruppo che ha radunato: French, studente brillante ma con problemi familiari e di dipendenza da sostanze; Jesse, ragazzo con la passione per la marijuana e la cui madre si è suicidata tempo prima; Buck, ragazzo transessuale che canta nel coro della scuola e la signora Broderick-Allen (Bba), insegnante del liceo locale con grandi problemi di insoddisfazione. A questo gruppo misteriosamente predestinato Oa inizia a raccontare la propria storia.

2. Le origini e la fuga

Prairie/Oa inizia dunque a narrare le sue origini: lei sarebbe nata in realtà in Russia col nome di Nina Azarov, figlia di un ricco e potente oligarca. Sopravvissuta all’attentato organizzato dalla mafia che voleva eliminare i figli di diverse famiglie potenti, Nina vive un’esperienza ai confini della morte e incontra l’angelo Khatun che la rimanda in vita però sottraendole la vista. Per proteggerla, il padre (che la sottoponeva a rigidi allenamenti nell’acqua ghiacciata) la manda in America poco prima di morire lui stesso.

La bimba finisce nell’orfanotrofio illegale di una zia, dove viene adottata appunto da Nancy e Abel che le danno il nome di Prairie. Crescendo, però, la ragazza è ossessionata da visioni e premonizioni, in particolare una in cui incontra suo padre sotto la Statua della libertà. Al compimento del suo ventunesimo anno di età, dunque, Prairie fugge per raggiungere il luogo in cui crede incontrerà il genitore. Ovviamente non lo trova, ma incontra invece Hap, uno scienziato che le promette di introdurla in un progetto di persone che hanno come lei avuto delle esperienze pre-morte: in realtà la porterà in aereo in una destinazione sconosciuta e la chiuderà in cantina assieme ad altre persone.

3. Gli esperimenti

Durante un tentativo di fuga, Prairie viene colpita alla testa da Hap e, mentre è incosciente, incontra nuovamente Khatun che la rimanda fra i vivi restaurandole la vista. Pian piano scopriamo quali sono le intenzioni dello scienziato: inizialmente infatti sottoponeva a esperimenti la ragazza e altre quattro cavie (fra cui un uomo di nome Homer) ma prima li addormentava col gas affinché non ricordassero nulla. Prairie capisce che i compagni possono risucchiare il gas soporifero dalla cella del compagno designato per l’esperimento del giorno, permettendogli così di fingere solamente di essere svenuto e di capire costa in realtà Hap sta facendo loro.

Si capisce dunque che l’uomo porta le sue cavie sul punto di morte affogandogli dentro a uno scafandro per indurre queste esperienze di pre-morte: secondo lui, infatti, una volta su quella soglia queste persone, che riescono sempre a tornare indietro, finiscono in un punto vicino agli anelli di Giove. Prairie e Homer iniziano a tornare da queste esperienze con una serie di misteriosi movimenti: quando un loro compagno, Scott, rimane del tutto morto durante un esperimento, gli altri quattro praticano per tutta notte, ognuno nella propria cella, i movimenti e lo riconducono miracolosamente alla vita.

4. I cinque movimenti

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Col passare del tempo Prairie si convince che esistano in totale cinque movimenti che, se praticati da cinque persone in contemporanea, possano aprire una porta a una nuova dimensione: ma il quinto sembra sfuggire. Quando uno sceriffo scopre gli ostaggi nello scantinato, Hap (che aveva spiato i suoi prigionieri per tutto il tempo) lo convince a non denunciarlo con la promessa che i quattro possano risvegliare sua moglie dal coma in cui è immersa. Grazie all’esecuzione dei movimenti la donna si risveglia portando con sé il quinto movimento mancante.

Ottenuto quello che voleva, Hap uccide dunque lo sceriffo e la moglie e porta con sé Prairie, che però abbandona sul ciglio della strada sostenendo di non avere più bisogno di lei. Nonostante le grandi difficoltà, dunque, la ragazza riesce a tornare a casa come si è visto nel primo episodio: la sua preoccupazione, però, ora è quella di reclutare altre cinque persone per insegnare loro i movimenti e aprire un portale che le permetta di salvare i suoi compagni di prigionia e soprattutto Homer.

5. The Original Angel

Mentre è visitata da nuove premonizioni, Prairie rivela ai suoi genitori e al suo gruppo di adepti che il suo nuovo nome sta per Original Angel (Primo angelo in italiano). I ragazzi però iniziano a dubitare della sua storia quando French scopre sotto al letto della donna una scatola con una serie di libri, fra cui l’Iliade di Omero (da cui Homer, il nome del suo innamorato), e inizia a serpeggiare il sospetto che si sia inventato tutto per attirare l’attenzione su di sé. Eppure rimane anche il sospetto che quei libri siano stati collocati lì da Elias, il consulente dell’Fbi che indaga sul passato di Prairie, per convincerla che quello che racconta è solo frutto della sua immaginazione.

Il gruppo smette dunque di vedersi ma dovrà ricredersi il giorno in cui, nella mesa della scuola fa irruzione un uomo armato. Per evitare una tragedia, i quattro ragazzi e l’insegnante distraggono l’attentatore ripetendo forsennatamente i cinque movimenti, permettendo così che l’uomo venga messo a terra. Nel frattempo Prairie capisce che le sue premonizioni riguardavano proprio la strage a scuola e si precipita sul posto, giusto in tempo per ricevere in petto l’unica pallottola sparata dall’invasore prima di finire a terra. Prima di salire sull’ambulanza, la donna dice a Steve che loro ce l’hanno fatta, hanno aperto un varco e finalmente lei potrà raggiungere Homer.

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