Tragedia a Viareggio, spara e muore: il giallo del campione disabile

Tragedia a Viareggio, spara e muore: il giallo del campione disabile

Viareggio, 11 maggio 2019 – Un terribile incidente in motocicletta gli fece perdere l’uso delle gambe, quando aveva compiuto appena trent’anni. Ma la sedia a rotelle non gli tolse il sorriso né la voglia di vivere. E di superare limiti e barriere. Lorenzo Major, 48enne originario di Cavarzere e residente a Forlì, si era cimentato in varie discipline paralimpiche, fino a diventare campione del mondo di arrampicata su parete. «Un uomo, due vite, mille sport», così sintetizzava la sua esistenza. Le sue discese e le salite.

Ma qualcosa in quella scorza d’acciaio, che sembrava davvero indistruttibile, dev’essersi incrinato: il cadavere di Lorenzo – che fino alla giornata di giovedì era a Tirrenia in ritiro con la nazionale azzurra di scherma – è stato trovato ieri mattina all’alba in un parcheggio della periferia di Viareggio. E la sua morte è avvolta nel più fitto mistero; a iniziare dal fatto che non si sa per quale motivo abbia deciso di salire sulla sua auto, di attraversare l’Emilia e di arrivare nel cuore della notte in Versilia. Il suo corpo afflosciato come un burattino sulla sedia a rotelle è stato rinvenuto a fianco di un palazzone moderno a vetri che ospita attività di vario genere, tra queste anche l’agenzia delle Entrate.

In terra, sull’asfalto, una pistola di piccolo calibro, una 22, compatibile col fatto che Lorenzo in passato aveva praticato anche il tiro a segno. La polizia scientifica ha rinvenuto alcuni pallini – forse sparati da quella stessa calibro 22 – conficcati sui vetri di porte e finestre dell’edificio. Però sul suo corpo gli esperti della scientifica non hanno trovato né segni di violenza, né visibili e chiari fori d’ingresso di un proiettile. Per questo motivo il pubblico ministero Antonio Mariotti, che è venuto da Lucca a Viareggio per rendersi conto personalmente di quanto accaduto, ha disposto che venga effettuata nei prossimi giorni un’autopsia. Gli inquirenti vogliono capire se Lorenzo si sia tolto la vita, oppure se sia stato colpito da un malore che non gli ha lasciato scampo. Un malore che potrebbe averlo sorpreso proprio mentre si trovava in quel parcheggio alla periferia sud di Viareggio. Queste dunque sono le principali ipotesi investigative alle quali sta lavorando la Procura di Lucca che ad ogni buon conto non vuole escludere nessuna pista.

L’allarme è stato dato ieri mattina attorno alle 6, quando sul posto è arrivato un dipendente di un vicino centro medico. Ha notato il cadavere e ha chiamato i soccorsi. Il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso dell’uomo. A quel punto si sono aperti gli interrogativi. Gli inquirenti vogliono capire cosa sia accaduto a quell’uomo più forte del destino. Lorenzo Major in questi anni non è stato soltanto un campione paralimpico. E’ stato una bandiera dell’Italia e un testimonial d’eccezione, capace di portare anche nelle scuole il suo messaggio ai giovani. Il messaggio di non mollare mai, di non abbattersi di fronte alle sventure. Qualunque esse siano. Lorenzo aveva superato tutte le enormi difficoltà che aveva trovato sulla sua strada. La vita l’aveva presa di petto. Sempre. Senza arrendersi e demoralizzarsi. Ecco perché l’ultimo, drammatico capitolo della sua vita stride agli occhi di chi l’aveva conosciuto.

 


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Źródło: La Nazione

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